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LA STORIA

Amorosi è un piccolo borgo, situato in pianura ed esteso a forma di croce sulla sponda sinistra del fiume Volturno e sulla destra del fiume Calore Irpino.
ll paese, di origine tardomedievale, fu fondato probabilmente da alcuni superstiti di Telesia scampati alla distruzione del terremoto del 1349 che provocò la fuoriuscita di vapori sulfurei e rese l'aria rarefatta e malsana. Non è chiara l'etimologia del paese: l'ipotesi più plausibile è che derivi da un nobile longobardo di nome Amoroso. In documenti medievali veniva chiamato con il nome di Amerusii. Fu feudo prima dei Gaetani e poi dei Colonna. Successivamente passò ai Caracciolo che nel 1672 ottennero il titolo di marchesi di Amorosi.
Il patrimonio urbanistico è costituito da diversi palazzi storici di pregio architettonico. I  Monumenti di maggiore rilievo sono:  la  Chiesa di San Michele Arcangelo, il Palazzo Maturi, il  Palazzo Piscitelli. 
Sita nel centro del paese, è la chiesa parrocchiale di Amorosi. La facciata, realizzata nel XVIII secolo, presenta un solo portale di ingresso ed è affiancata da un bel campanile settecentesco a tre ordini, caratterizzato dalla bicromia del tufo grigio e del tufo giallo. Nella parte terminale presenta un cupolino rivestito da embrici maiolicati gialli e verdi.
Il Palazzo Maturi è stato costruito nel 1775 da Giuseppe Maturi, sul lato est della struttura è sita la cappella della famiglia Maturi, anch'essa realizzata nello stesso anno. Nasce come una domus rustica e viene ampliata con la costruzione del lato est- ovest dopo l’unità nazionale. La casa gentilizia è  stata acquisita dal Comune di Amorosi nel 2006 e il 16 marzo 2014 è  stata inaugurata dopo un lungo ed accurato restauro. Il palazzo Piscitelli è stato soprannominato "palazzo della Camera Marchesale", è un palazzo marchesale, spesso dimora di vecchi feudatari.