LA STORIA

La Romagna è una sorta di microcosmo: la Romagna Toscana con le sue alte montagne, la neve in inverno, le fresche acque e tanti animali in estate, e il mare, centinaia di chilometri di spiagge, adatte per la famiglia e i bambini, ma anche per quelli che amano lo sport.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona è un parco di 370.000 chilometri quadrati, proprio tra la Toscana e la Romagna. Portico di Romagna è uno dei borghi all'interno del parco. E questa è la prima cosa che rende speciale questo piccolo paesino. Natura selvaggia, gli animali, percorsi di trekking, e tutto ciò che si può pensare di fare in un luogo naturale, può essere fatto qui.I l nome dell'abitato principale, che sottolinea l'appartenenza alla Romagna poiché fu Toscana (Provincia di Firenze) fino al 1923, deriva dal latino porticum, cioè luogo di mercato. La storia di Portico in epoca medievale è legata alle vicende delle famiglie dominanti: i conti Guidi, Visconti di Milano e quelle della repubblica fiorentina in lotta per il dominio dell'Italia centro-settentrionale. Nel 1386 fu definitivo il passaggio a Firenze, diventando poi la capitale della Romagna Toscana. La struttura urbanistica medievale del borgo fu suddivisa replicas relojes su tre piani sovrastanti distinti ma uniti da passaggi, che si conservano ancor oggi in buono stato. La parte alta era costituita dal castello, del quale non rimane altro che una torre, dalla pieve e dal palazzo del podestà. Nel piano intermedio erano localizzati i portici e i palazzi nobiliari, tra cui il palazzo Portinari. Presso palazzo Traversari nacque invece Ambrogio, importante figura della cultura umanistica del quattrocento fiorentino. Il piano inferiore invece si articolava lungo il fiume, dove erano situate le case di popolani e artigiani ricavate nella cinta muraria. Ai quattro punti cardinali del paese altrettante torri fungevano da vedette al castello. Esse finirono col divenire poi ripostigli per gli attrezzi da lavoro o rondinaie.
 
LUOGHI DA VISITARE
 
Il Ponte della Maestà (dedicato alla Vergine Maria), probabilmente esiste fin XIV secolo. Ha aiutato gli abitanti ad attraversare il fiume Tramazzo, un torrentello molto selvaggio, che scorre verso il basso e confluisce nel fiume più grande Montone. Il ponte è ancora originale e nessun restauro è stato fatto da quando è stato costruito. Avrete la possibilità di camminare sul pavimento originale, come i pellegrini di secoli fa. Il ponte termina con una piccola chiesa o cappella detta Visitazione che si trova sul Cammino di Assisi, il percorso che San Francesco fece dalla Toscana alla Romagna.
 
Anche Portico ha avuto la sua fortezza costruita dalla famiglia Guidi intorno al X secolo e distrutta nel Medioevo. La fortezza fu costruita insieme al castello di Dovadola, un borgo nei pressi di Portico, ora in restauro. La chiesa era in origine quella del castello, costruita nel più alto spuntone di roccia del borgo. E 'stata completamente ricostruita nel 1776. Vicino alla piazza si trova anche la scuola italiana; numerosi turisti e studenti vengono in estate per imparare l'italiano. Scendendo la strada si trova il parco pubblico dove si può ammirare la torre quadrata del castello.
 
La torre dell'orologio, anch'essa una delle torri difensive del castello, che sovrasta una stretta scala realizzata nel XV secolo, che da Piazza Santa Maria in Girone conduce di fronte a Palazzo Mazzoni.

Palazzo Mazzoni, eretto tra il XVII e il XVIII secolo, situato accanto alla chiesa della Compagnia.

Palazzo Portinari, appartenuto secondo la tradizione a Folco Portinari padre della Beatrice di Dante. Da qui si generò la leggenda che in questo luogo abbia soggiornato la fanciulla, incontrandovi il poeta. Sul retro dell'edificio è presente una torretta a base circolare.

Palazzo Traversari, locato in Via Roma, fu di proprietà dei nobili Traversari di Ravenna, rifugiatisi a Portico in seguito a lotte politiche. Vi nacque Ambrogio Traversari, priore generale dell'ordine dei camaldolesi e umanista del Quattrocento fiorentino.

La chiesa della Compagnia o Santuario della Beata Vergine del Sangue, che conserva un dipinto su tela di scuola fiamminga del XVI secolo, oltre che due paliotti in scagliola di scuola romagnola del 1717 e una Madonna del Sangue dipinta su legno, opera di Lorenzo di Credi.